Rinforzi e punizioni

Parliamo di rinforzi e … punizioni!

Cosa e come fare per fare in modo che il nostro bambino si comporti in modo adeguato alla situazione o acquisisca un comportamento? Occorre innanzitutto precisare che le punizioni da sole sono poco efficaci…meglio scegliere di attuare un piano di rinforzamento mirato e coerente: l’approccio cognitivo-comportamentale per l’età evolutiva risulta uno dei metodi vincenti per tale scopo.

Un rinforzo è un sinonimo di “ricompensa” e consiste in un evento che compare immediatamente dopo un comportamento e ne provoca l’aumento della frequenza nel futuro. A volte viene confuso con una forma di ricatto: nulla di più sbagliato!! Il rinforzo non è che un mezzo per procurare vantaggi ad entrambe le parti (per esempio genitori e figli) e che mira a migliorare il tipo di relazione (contrariamente alla punizione, che spesso provoca conflitti) ed aumentare comportamenti adeguati. Ci sono due tipi di rinforzo: positivo (comparsa di qualcosa di piacevole) e negativo (eliminazione di qualcosa di spiacevole, molto diverso dalla punizione, con la quale viene a volte confuso).

Il rinforzo non consiste necessariamente in un oggetto, deve essere scelto basandoci sulle preferenze e interessi del bambino, perché per essere efficiente deve risultare appunto desiderato dal bambino: la scelta del rinforzo adeguato è quindi fondamentale per la sua efficacia.

Tra i più comuni troviamo:

- Rinforzi socio affettivi: scambi sociali, come ad esempio dimostrazioni di affetto.

- Rinforzi simbolici: un simbolo che rappresenta una gratificazione concreta

- Rinforzi dinamici: possibilità di svolgere attività piacevoli o godere di privilegi pre stabiliti

È importantissimo decidere quali sono i comportamenti che vogliamo incrementare e agire su di essi attraverso il rinforzo. I rinforzi, se ben utilizzati, contribuiscono all’aumento della motivazione e della autostima.

Stabilire un piano di rinforzamento adeguato, da condividere in tutti gli ambienti di vita del bambino, può essere una strategia vincente per bambini di ogni età: il programma va infatti modificato tarandolo sulle preferenze del bambino e sul tipo di rinforzo più consono all’età e a/ai comportamento/i che si vogliono modificare e incrementare.

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Importante: elogiare il comportamento quando positivo

Elogiare il comportamento e non la persona “va bene così, sono molto contenta perché hai fatto questo”.

Rinforzare subito dopo il comportamento e non mentre è in atto un comportamento inconciliabile. “se smetti di picchiare tuo fratello ti compro le figurine”

Rinforzare piccoli comportamenti con piccoli rinforzi è meglio per l’autostima. “se per un mese stai in classe senza disturbare ti compro…”. Per es. per un bambino adhd è impensabile. Meglio”se oggi ti comporti bene allora….”

Rinforzare solo dopo che il comportamento è stato messo in atto

Il rinforzo scelto non deve essere qualcosa di disponibile sempre, altrimenti perde di efficacia.

Fare maggior ricorso all’incoraggiamento e meno al rimprovero

Evitare la svalutazione

Non fare promesse mentre il bambino sta mettendo in atto un comportamento inadeguato

Pensare di rinforzare il bambino anche senza che la cosa che ha fatto gli sia stata detta o ricordata: aumenta la probabilità che la faccia in futuro in assenza di una regole esplicitata

Anche l’attenzione può essere un rinforzo! Evitiamo di dare attenzione (se possibile) quando il bambino mette in atto comportamenti inadeguati.

La lode informativa: Giacomo, sei stato molto bravo a giocare con Carlo senza litigare. Va fatta quando il bambino riesce a non comportarsi male quando solitamente il comportamento è indesiderabile. Deve essere sincera.

Le punizioni: quando possibile è meglio utilizzare come punizione conseguenze naturali (togliere qualcosa di piacevole) e non infliggere appositamente qualcosa di sgradevole.

Il rimprovero efficace: dura circa 30 secondi, descrive il comportamento spigando perché è sbagliato. Esprimere le proprie emozioni “quando ti comporti così mi sento molto infastidita”. Poi si cambia rapidamente atteggiamento (fare un respiro dal naso): specificare il comportamento alternativo. Fornire conseguenza positive (sei un bambino molto caro, so che puoi riuscirci). Accertarsi della comprensione del bambino (Perché ti ho sgridato?).

Le punizioni (costo della risposta) devono avere una conseguenza logica che va spiegata: se non finisci i compiti non farai in tempo ad andare a calcio.

Se il costo della risposta viene usato troppo di frequente il bambino si demotiva. Con moderazione! 

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Giardini Vittorio Veneto,34
Sanremo - IM

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